Artigianato e società: pensieri intorno a un concetto

Michael Herzfeld

Abstract


Partendo principalmente dal confronto fra due contesti nazionali – Grecia e Italia – l’autore analizza ruoli e significati dell’artigiano. Mentre in Grecia l’artigiano non si distingue sempre con chiarezza dall’artista, in Italia, invece, l’uso variabile di questa distinzione in parte riflette una complessa gerarchia risalente alle strutture sociali del Medioevo, spesso considerato come punto di origine per le arti artigianali più prestigiose. Partendo dalla ricerca sul campo a Creta, l’autore mostra come gli artigiani greci trasmettano agli apprendisti atteggiamenti sociali che riflettono e rafforzano il senso profondo di marginalità cui pochi riescono a sottrarsi. D’altro canto, gli artigiani italiani, forti della tradizione medioevale e rinascimentale, godono di grande rispetto sociale. Ciò si evidenzia nel prestigio associato all’artigianalità di cui beneficia qualsiasi prodotto “fatto a mano”. Questo fenomeno viene strumentalizzato per far incrementare considerevolmente il valore di oggetti comuni o di poco conto. Si tratta di un meccanismo appartenente alla stessa logica economica che alimenta i processi di gentrificazione, e che fa lievitare il valore di interi quartieri popolari. Così anche gli artigiani spesso diventano vittime dello stesso processo economico. Cadono nelle mani di usurai, subiscono sfratti e sono costretti ad abbandonare abitazioni e botteghe perdendo così il vantaggio della tipicità geografica, componente essenziale del valore economico dei loro prodotti.

Keyword


artigianato, dinamiche sociali, cambiamenti economici, Grecia, Italia.

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada2015376%25p

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