Cotone di Stato. Sfruttamento del lavoro, ambiente e autoritarismo nell’Uzbekistan post-coloniale

Sara Maniscalco

Abstract


Questo articolo presenta un’analisi storica e antropologica di alcune dinamiche socio-politiche legate alla produzione del cotone nella Repubblica dell’Uzbekistan. L’intento ultimo è di riflettere su come lo sfruttamento del lavoro e, in particolare, dei lavoratori della terra, sia fortemente intrecciato a politiche di centralizzazione del potere, nonché direttamente legittimato dall’autorità dello Stato, tanto da poter parlare di sfruttamento istituzionalizzato o sfruttamento produttivo (Viti 2007, p. 256). L’articolo mostrerà come tale sfruttamento sia necessariamente connesso a pratiche di depauperazione ambientale. L’industria cotoniera è il mezzo tramite cui precise dinamiche di asservimento sono riprodotte attraverso l’uso del diritto e del potere esecutivo, il controllo sulla terra e sui prezzi di mercato, la costruzione della propaganda di Stato, la limitazione e il controllo delle libertà individuali.

Keyword


Uzbekistan, cotone, sfruttamento, lavoro, autoritarismo

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada20171181%25p

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