L’ospitalità e il fieldwork etnografico: epistemologia di una “relazione impermanente”

Ferdinando Fava

Abstract


L’autore presenta l’ospitalità non tanto come custom caratterizzante un’area geografica, oggetto etnologico nobile della tradizione comparativa, quanto piuttosto come dispositivo relazionale costitutivo del gesto di ricerca antropologico. Alla luce del testo “The Law of Hospitality” di Julian Pitt-Rivers in cui definisce l’ospitalità come “relazione impermanente”, l’autore ne precisa alcuni tratti caratteristici. Queste particolarità sono gli elementi topologici di un dispositivo relazionale, e cioè il limite, la prossimità e la distanza, il dentro e il fuori, l’inclusione e l’esclusione. L’autore ne illustra le implicazioni epistemologiche indicandone la pertinenza nel processo di produzione delle conoscenze alla scala micro-sociale della ricerca. Nell’atto stesso in cui quest’ultima si realizza, infatti, tale architettura dinamica struttura in un modo originale quello spazio di comunicazione, l’inframezzo, in cui può avere luogo come “spazio terzo” la conversazione, la pratica fondatrice del ricercare antropologico. In seguito, attraverso questo dispositivo, rilegge la sua esperienza di fieldwork condotto in un’area marginale urbana italiana e nelle conclusioni accenna brevemente come proprio questa “relazione impermanente” così intesa indichi le caratteristiche del sapere che oggi la ricerca antropologica può ancora offrire.

Keyword


Pitt-Rivers; ospitalità; epistemologia; fieldwork; aree urbane marginali

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada20171293%25p

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