L’agire comunicativo come cooperazione instabile: equilibrio e tensione fra de(i)stituzioni e re(i)stituzioni

Maurizio Gnerre

Abstract


Il parlato, al centro dell’agire comunicativo, va perennemente alla “deriva”, per usare una metafora di Edward Sapir, mosso dalle “correnti” socio-storiche ed ideologiche che soggiacciono a quelle “derive”. Ad un livello più analitico, l’agire comunicativo è intrinsecamente e necessariamente una cooperazione instabile, governata dal controllo che ciascun parlante esercita sulla propria e sull’altrui “faccia” tramite un sottile ed abile uso di de(i)stituzioni e re(i)stituzioni di forme e contenuti, in un costante e ineludibile equilibrio/tensione. Per illustrare alcuni aspetti di tale prospettiva l’autore si avvale di esempi di micro-azioni comunicative che uniscono e contrappongono due “personaggi e interpreti” indigeni del Messico meridionale (huave): un anziano flautista e un giovane maestro di scuola. Tramite questi esempi emerge quanto le valutazioni di “innovazione” o di “continuità” (che si fondano comunque su parametri cronologici), potenzialmente applicate ad ogni fenomeno osservabile, come l’agire comunicativo, richiedano uno sfondo di paradigmi di riferimento locali, che non assumano ingenuamente le nostre prospettive “cronologicamente” ordinate (ad esempio: le biciclette esistevano prima degli aerei, mentre per un anziano huave la percezione è inversa).

Keyword


Comunicazione; Equilibrio; Tensione; Destituzione; Restituzione

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada2019152331-47

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