La serendipity dell’antropologo nell’epoca dei social media

Angela Biscaldi

Abstract


Il contributo si propone di avviare una riflessione sulla relazione tra serendipity e costruzione del sapere antropologico alla luce delle trasformazioni apportate dai media digitali nel modo in cui gli antropologi “pensano”, “comprendono” e “descrivono” la diversità culturale. La recente letteratura critica sottolinea il fatto che la rapida diffusione dei media digitali sta producendo una progressiva riorganizzazione dei processi cognitivi dell’attenzione, della memoria, dell’apprendimento, così come delle pratiche di lettura e di scrittura. Per gli antropologi, cambiano i campi etnografici, la gestione delle relazioni con gli interlocutori, ma anche le forme di restituzione testuale dell’esperienza etnografica e gli effetti che queste generano nella sfera pubblica. Inoltre, l’insegnamento accademico dell’antropologia si colloca in contesti di apprendimento sempre più eterogenei e complessi che producono immaginari e saperi della differenza propri, fortemente legati ai discorsi e alle rappresentazioni proposte dai nuovi media. Queste trasformazioni producono effetti importanti sul modo in cui gli antropologi fanno ricerca, si posizionano sul campo, alimentano la loro e l’altrui capacità e attitudine allo scoprire “per caso e per sagacia” (Fabietti 2012, p. 19).

Keyword


Social media; Serendipity; Diversità culturale; Modellizzazioni culturali; Contesti di apprendimento

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada20191530185-198

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