Retrospettive e bricolages per “un’etnografia teorica” Nomadismi geografici, accademici e intellettuali nel processo di produzione antropologica

Barbara Casciarri

Abstract


Sebbene la “svolta riflessiva” abbia impregnato le pratiche delle scienze sociali a partire almeno dagli anni Novanta, imponendo l’esplicitazione delle condizioni di produzione della ricerca, l’accento sulla relazione tra etnografia (campo) e teoria (analisi/interpretazione) resta ancora un esercizio rituale negli scritti di alcuni antropologi. L’articolo mira a ripensare i percorsi fecondi (per quanto tortuosi) della costruzione complessa di tale dialettica attraverso i molteplici processi dell’incastro reciproco tra etnografia e teoria. Nella prima parte è esaminato il contributo di Ugo Fabietti rispetto al ruolo cruciale dei “nomadismi” e delle “erranze” dell’antropologo nell’interazione dinamica tra i due momenti della produzione dei dati. Nella seconda parte mi concentro sul mio percorso personale come antropologa che ha transitato – spesso accidentalmente – per diversi campi africani, istituzioni accademiche europee, influenze teoriche, esperienze didattiche.

Keyword


Etnografia; Teoria; Processi di produzione della ricerca; Nomadismi ed erranze; Didattica

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada20191532217-235

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