La storia tormentata del dato etnografico. Qualche riflessione sulla sua problematicità

Pietro Scarduelli

Abstract


Una peculiarità della disciplina antropologica consiste nel fatto che i dati su cui dovrebbe basarsi, i dati etnografici, sono tutt’altro che ‘dati’. Prodotto di procedure di osservazione, di analisi, interpretazioni, elaborazioni, ricostruzioni, estratto da lunghi discorsi dei nativi e sintetizzato più o meno arbitrariamente dall’antropologo, il dato spesso sconta l’opacità della propria origine. È la rappresentazione che l’osservatore elabora di un presunto oggetto (ad esempio un’istituzione o una pratica indigena) o piuttosto una rappresentazione nativa (ciò che i nativi pensano di una propria istituzione) o ancora è l’interpretazione di una rappresentazione (ciò che l’antropologo pensa che i nativi pensino di una loro istituzione)?
Il dato cambia statuto epistemologico col variare delle strategie di osservazione elaborate dall’antropologo, delle teorie utilizzate nella ricerca sul campo, dei presupposti epistemologici su cui le teorie antropologiche vengono costruite.

Keyword


Metodologia; Osservazione partecipante; Dato etnografico

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada20191533237-252

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