Semantiche del terrore, della morte e della speranza nell’Est del Congo (Ituri, Kivu)

Roberto Beneduce

Abstract


Due definizioni di immaginario saranno tenute presenti in queste pagine, rivolte ad analizzare il senso della violenza nella Repubblica Democratica del Congo (d’ora innanzi RDC o semplicemente Congo): l’una risalente a Castoriadis (1975, p. 245), per il quale l’immaginario contiene il razionale secondo una relazione indistinta e fondamentale, anzi ne è funzione e forma; l’altra a Deleuze. La prima è qui ripresa soprattutto nella formulazione offertane da Mbembe (2000, p. 203): “un insieme di segni interrelati che si presentano, in qualunque circostanza, come significato indiscutibile e indiscusso”. La seconda riconosce il carattere per eccellenza dell’immaginario nell’impossibilità di discernere, al suo interno, fra reale e irreale (Deleuze 1990, p. 92).

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada2008157%25p

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