Le buone mani e le mani buone di Teodora Polo: una storia di vita

Zelda Alice Franceschi

Abstract


Le storie di vita rappresentano per l’antropologia culturale un dispositivo di ricerca che ha sempre suscitato interesse e perplessità perché è strumento e oggetto di indagine. Strumento perché sono una fra le tante metodologie di ricerca che l’antropologo può utilizzare per la comprensione degli elementi della cultura; oggetto nella misura in cui possono rappresentare l’obiettivo finale del ricercatore. Intorno a questi due nodi concettuali possiamo enucleare molte altre ragioni di ordine scientifico-disciplinare che possono destare interesse e perplessità: il rapporto tra antropologo e testimone, la rappresentatività della testimonianza biografica, la veridicità del modello proposto, la somiglianza e complementarietà con i modelli presentati dalla letteratura e dal romanzo autobiografico in particolare.

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada2012173%25p

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