L’intuizione come sapere autorevole nella pratica ostetrica e nel parto a domicilio

Robbie Davis-Floyd, Elizabeth Davis

Abstract


Le tecnologie diagnostiche, dai banali e ordinari ultrasuoni ai più esotici trapianti di embrioni, condividono l’obiettivo della costruzione del feto come un essere separato - reificano, rendono quindi reale il feto. Il feto diventa visibile, una presenza percepibile, ma per ottenere questo obiettivo è necessario accettare anche altre due conseguenze. La medicalizzazione della gravidanza e la scomparsa della donna, resa in tal modo invisibile e impossibile da ascoltare. La storia dell’ostetricia occidentale è la storia delle tecnologie di separazione. Abbiamo separato il latte dal seno materno, le madri dai bambini, i feti dalla gravidanza, la sessualità dalla procreazione, la gravidanza dalla maternità. Alla fine ci è rimasta l’immagine del feto come di un essere solitario. che galleggia liberamente come l’uomo nello spazio, con il cordone ombelicale che sembra tenere al guinzaglio un’imbarcazione di placenta e la madre invece ridotta allo spazio vuoto che circonda tutto ciò. E’ veramente difficile ricomporre concettualmente ciò che la medicina ha fatto a pezzi (…) Poiché sto parlando a gruppi diversi, tra i quali si trovano sia studiosi di scienze sociali sia operatori della nascita, mi rendo conto di quanto sia difficile, dando per scontato che il valore della connessione sia
stato compreso, trasmetterne il significato.

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada201076%25p

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