Spazi di separazione e interazione tra “locali” e “forestieri” in un paese dell’Appennino tosco-emiliano

Autori

  • Maria Molinari Università di Torino

DOI:

https://doi.org/10.14672/ada20232pp109-126

Parole chiave:

Confini, Trasformazioni, Appennino tosco-emiliano, Migrazioni, sri lanka

Abstract

La ripresa demografica che coinvolge alcuni comuni montani porta oggi a interrogarsi sulle pratiche di radicamento dei nuovi abitanti sulla trasformazione dei luoghi in cui vivono. Questo articolo prende in esame una località dell’Appennino parmense, in cui confini invisibili definiscono gli ambiti della socialità delle due componenti prevalenti nella popolazione: quella “locale” e quella formata da immigrati srilankesi per lo più cattolici. Tuttavia, la linea di demarcazione è mobile e va oltre alla restanza e alla migrazione: è costruita su regole non scritte e talvolta si frantuma. È questo il caso del giorno della Madonna della Pace in cui la presenza migrante è necessaria per portare l’effigie in processione poiché sono assenti i giovani locali. Si presenta qui il contesto di interazione dei due gruppi tentando di delineare un quadro di insieme della loro relazione con il territorio in cui vivono.

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Pubblicato

2023-12-15

Fascicolo

Sezione

Special Focus. Sguardi in Quota. Prospettive per un’Antropologia in Montagna