Demedicalizzare la nascita? Considerazioni storico-sociali su un'espressione polisemica

Marilène Vuille

Abstract


In Europa a partire dal 1970 l’ospedalizzazione del parto è stata oggetto di critiche spesso riassunte dall’espressione “medicalizzazione della nascita”.
Quest'espressione, da allora continuamente reiterata, usata nelle opere per il grande pubblico e nei media, sembra così intuitiva da non aver bisogno di essere definita.Oggi a quest'espressione viene frequentemente aggiunto un prefisso cheaccresce il carattere negativo della critica: sovramedicalizzazione o ipermedicalizzazione. I discorsi e i testi in cui appaiono queste espressioni non forniscono alcun indicatore che permetta di distinguere tra gli atti e le procedure che corrisponderebbero a una medicalizzazione “normale” e quelli che rappresenterebbero una medicalizzazione “eccessiva” (sovra o iper) del parto. Benché la loro definizione resti implicita, questi due termini si riferiscono sopratutto, e sempre con una connotazione negativa, a due ordini di fenomeni.

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada201077%25p

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