Identificare e contare gli afrodiscendenti in Venezuela: la ragione etnologica socialista e il censimento del 2011

Stefano Boni

Abstract


Questo contributo riflette sull’assunzione da parte di un movimento sociale di uno strumento tipico degli Stati, il censimento. Le politiche chaviste appoggiano gli attivisti che sostengono le rivendicazioni di comunità che si identificavano come “negre”. Il socialismo del secolo XXI sposa la causa del riscatto, la finanzia, l’indirizza e la fa interagire con esigenze statali e partitiche. In questo clima favorevole, gli intellettuali promuovono il ripensamento e la riscrittura della storia nazionale, propongono una nuova categoria identitaria, quella di “afrodiscendenti”, denunciano la perdurante invisibilità delle comunità “afro”. Per i leader del movimento, il riconoscimento del peso sociale e politico delle comunità che rappresentano passa per una campagna pluriennale finalizzata ad una conta formale degli “afrodiscendenti” che si realizza nel censimento del 2011. L’inserimento delle nuove categorie etnico-razziali si rivela però controproducente per chi guida il movimento: l’identificazione con la nuova l’etichetta identitaria è scarsa.

Keyword


movimenti sociali; Stato; censimento; afrodiscendenti; Venezuela

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ada2016755%25p

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