Non è detta l'ultima parola. Il rapporto tra testo e immagine in Point Omega, La carte et le territoire e Autopsia dell'ossessione

Edoardo Camassa

Abstract


Questo contributo intende concentrarsi sulla forma più antica di traduzione intersemiotica: l’ekphrasis. In un’epoca come la nostra, sempre più dominata dalle immagini, praticare l’ecfrasi significa ritenere che le parole, la narrativa e più in generale la letteratura siano in grado di tenere testa all’universo visuale. Per mostrarlo, esaminerò tre opere letterarie del 2010 in cui viene impiegata l’ekphrasis: Point Omega di Don DeLillo, La carte et le territoire di Michel Houellebecq e Autopsia dell’ossessione di Walter Siti.

The aim of this paper is to focus on ekphrasis, the oldest form of intersemiotic translation. In an increasingly image-dominated age like ours, using ekphrasis means to believe that words, fiction and more generally literature can compete with the visual universe. In order to show this, three literary works published in 2010 in which ekphrasis is used will be analyzed in detail: Don DeLillo’s Point Omega, Michel Houellebecq’s La carte et le territoire and Walter Siti’s Autopsia dell’ossessione.


Keyword


Ekphrasis; Mixed Media; Don DeLillo; Michel Houellebecq; Walter Siti; Traduzione intersemiotica; Intersemiotic Translation; Ritorno del represso antivisuale; Anti-visual Return of Repressed

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/20171238

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Comparatismi. Rivista della Consulta di Critica letteraria e Letterature comparate – ISSN 2531-7547

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