ANALISI DELLA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE DI FILIERE AGROALIMENTARI: UN CONFRONTO LCA TRA MODALITA’ ALTERNATIVE DI PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI INSALATA

Andrea Luca Tasca, Lucia Rigamonti, Simone Nessi

Abstract


Il presente articolo riassume uno studio di analisi del ciclo di vita (LCA) di due filiere alternative di produzione e distribuzione agricola, finalizzato principalmente a verificare i potenziali benefici ambientali delle pratiche di coltivazione biologica e di modalità distributive volte alla riduzione degli imballaggi e all’accorciamento della filiera tra produttore e consumatore. Si confrontano innanzitutto la produzione biologica di indivia e quella condotta secondo i disciplinari dell’agricoltura integrata, in un’ottica dalla culla al cancello. Il confronto è poi esteso all’intera filiera, considerando la distribuzione diretta del prodotto biologico tal quale ad una rete locale di gruppi di acquisto solidale (GAS) mediante cassette a rendere, e il conferimento del prodotto da agricoltura integrata, lavato e confezionato, alla grande distribuzione (insalata di quarta gamma). La modellizzazione delle filiere è avvenuta esaminando le pratiche colturali e distributive di due aziende agricole attualmente operanti in Lombardia, verificando, ove possibile, i dati primari raccolti con i valori disponibili nella letteratura tecnica di settore. Nella valutazione dell’impatto sono state considerate molteplici categorie d’impatto sull’ambiente e sulla salute umana e il fabbisogno complessivo di risorse energetiche. L’analisi della fase di produzione agricola ha evidenziato l’assenza di una tecnica di coltivazione dal miglior profilo ambientale complessivo, sia per unità di superficie coltivata che per unità di massa di prodotto raccolto. Infatti, per ettaro di superficie coltivata l’agricoltura biologica risulta preferibile per circa la metà delle categorie di impatto (7 su 15), sfavorita per tre e confrontabile con la produzione integrata per le restanti. Per kg di prodotto raccolto, le categorie favorevoli all’agricoltura biologica si riducono a cinque, mentre sei sono quelle a favore della produzione integrata. Considerando l’intera filiera di approvvigionamento, la distribuzione diretta del prodotto biologico tal quale a reti locali di GAS risulta preferibile per tutte le categorie di impatto meno una, dove l’impatto della fase di produzione agricola è preponderante e a sfavore della produzione biologica. Quest’ultima eccezione scompare limitando il confronto alle sole fasi del ciclo di vita che vanno dalla distribuzione al consumo del prodotto (ossia ipotizzando che il prodotto distribuito sia identico).

Keyword


analisi del ciclo di vita (LCA); agricoltura biologica; produzione integrata; filiera corta; riduzione imballaggi; insalata

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DOI: http://dx.doi.org/10.14672/ida.v3i2.359

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